← Tutti i dintorni
Arte

Il Museo Cappella Sansevero e il mistero del Cristo Velato.

Un piccolo scrigno barocco nel cuore dei decumani, dove il marmo sembra diventare tessuto, a circa 10 minuti di cammino dalla casa.

Circa 10 minuti a piedi Nel cuore dei decumani
Un interno barocco con marmi policromi, statue nelle nicchie e decorazioni a rilievo
Museo Cappella Sansevero.

Gioiello barocco situato nel cuore dei decumani, a circa 10 minuti di cammino dalla struttura. Custodisce il celebre Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, capolavoro scultoreo ammirato da visitatori di tutto il mondo.

La cappella dei principi di Sangro

Gioiello barocco nel cuore della città, la Cappella Sansevero, il cui nome originario è Santa Maria della Pietà, sorge in via Francesco De Sanctis, a pochi passi da Piazza San Domenico Maggiore, ed era collegata al Palazzo di Sangro. La costruzione è documentata dalla fine del Cinquecento e fu ampliata da Alessandro di Sangro nel primo Seicento.

L’aspetto attuale si deve a Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, figura eclettica di inventore, scienziato e mecenate, che dagli anni Quaranta del Settecento trasformò la cappella in un raffinato programma artistico e simbolico, chiamando i migliori scultori del tempo.

Il Cristo Velato

Al centro della navata riposa il Cristo Velato, completato nel 1753 da Giuseppe Sanmartino. L’incarico era stato affidato inizialmente ad Antonio Corradini, morto nel 1752 dopo averne realizzato solo un bozzetto in terracotta, oggi conservato al Museo di San Martino.

Scolpito da un unico blocco di marmo, il velo che avvolge il corpo è così sottile e trasparente da aver alimentato per secoli la leggenda di un procedimento alchemico: in realtà è il frutto di una straordinaria abilità tecnica, che ancora oggi lascia senza parole i visitatori.

Pudicizia, Disinganno e le macchine anatomiche

Accanto al Cristo spiccano altre due sculture celebri: la Pudicizia di Antonio Corradini, figura femminile coperta da un velo, e il Disinganno di Francesco Queirolo, con un uomo che si libera da una rete di marmo traforata. In alto, la volta è decorata dalla Gloria del Paradiso di Francesco Maria Russo.

Nella cavea sotterranea sono custodite le due macchine anatomiche, scheletri con il sistema circolatorio ricostruito, tra gli oggetti più enigmatici legati al principe.

Come arrivarci dalla Pignasecca

La cappella è a circa 10 minuti di cammino dalla casa: si attraversa Via Toledo, si passa da Piazza del Gesù Nuovo (circa 350 m) e si prosegue lungo Spaccanapoli fino a Piazza San Domenico Maggiore.

Da qui il resto del centro antico è a portata di passeggiata: San Gregorio Armeno e Piazza San Gaetano, con l’ingresso di Napoli Sotterranea, sono a pochi minuti.

Consigli pratici

  • Prenotate in anticipo e verificate orari e biglietti sul sito ufficiale del Museo Cappella Sansevero: gli ingressi sono contingentati.
  • All’interno non è consentito fotografare: godetevi le opere con calma.
  • Nei periodi di maggiore affluenza può esserci coda all’ingresso: meglio organizzarsi presto.
  • Abbinate la visita a una passeggiata lungo Spaccanapoli e Via dei Tribunali, tutte raggiungibili a piedi.